prospettive e proposte

Gli italiani pensano di essere furbi. Più furbi dei loro colleghi europei. Più furbi anche degli americani. Quasi furbi come i cinesi ma forse di più.

I datori di lavoro poi sono i più furbi di tutti e anche i più creativi.

Se sono datori di lavoro pubblici la creatività e la furbizia raggiunge livelli sublimi.

Il mio nanissimo direttore generale, la sagace volpe dal curriculum impeccabile e dalle competenze degne del gatto Tom, colui che ha capito come si dirige un baraccone e che continua a piantare tabacco in un giardino che l’inverno scorso è stato coperto per ben 4 volte dalla neve, la settimana scorsa mi ha convocato al suo cospetto .

In un discorso pronunciato con un’ottimo accento da coatto romano, chiamando dottore l’unico uomo della riunione mentre le dottoresse solo per cognome (perché la laurea delle donne conta meno), mi ha promosso da cococo a libero professionista. Ovviamente non essendo scaduto ancora il mio contratto questa promozione è frutto della sua fervida immaginazione nonchè una enorme cazzata poichè la sottoscritta il primo gennaio non prenderà nesssuna partita IVA e soprattutto non sarà più qua.

Ma lui è talmente indottrinato dal suo MAESTRO, quell’altro nano di brunettiana memoria, che non può pensare che una persona, nonostante si sia nel 2010 e si viva in Italia, possa aver trovato di meglio  che fare lo schiavo per lui.  Così mentre io non commentavo il suo discorso da furbo di prima categoria, da manager geniale  (“io ondalunga sono imparato di management da didatta”   “e io direttore sono imparata di italiano a scuola alle elementari ma pensi”) , lui parlava parlava e proponeva una partita iva perchè possa mettere a disposizione la mia professionalità al baraccone quando esso ne avrà bisogno. Il resto del tempo libera a procacciarmi cibo e lavoro come tutti i professionisti. “Ha delle prospettive e delle proposte da farmi?”. Sì, prospettive molte ma fuori di qui e la mia proposta è di salutarci per sempre.  Purtroppo soltanto pensandole queste cose,  che comunque dirò dopo il 15 dicembre quando dalla ragioneria sarà partito il mio ultimo stipendio, me ne sono tornata nel mio ufficio a vivere la mia vita di sempre.

E invece stamattina ricevo una mail da lui in persona in cui viene chiesto il mio aiuto per un evento che un baraccone europeistico organizzerà sotto l’egida di altri due baracconi. Evento che si terrà nella primavera del 2011.

Il mio aiuto? AIUTO? Aiuto come quando aiuto una vecchietta ad attraversare la strada? Aiuto come aiuto alla bimba senegalese che ho adottato a distanza?

Gentilissimo nanogenerale, il mio aiuto lei non lo avrà mai. Essendo professionista ormai mi faccio pagare anche solo per la presenza. Nel 2011 io non ci sarò più.  Sarò altrove dato che , so che le risulta impossibile da accettare, si può lavorare anche fuori di qui.

E se anche dovessi essere disoccupata è penoso che uno che guadagna 200 mila euro l’anno venga a chiedere a un libero professionista un aiuto. Lo so si crede furbo, furbo come tutti quelli che pensano si possa far lavorare la gente gratis. Ma glielo assicuro, nel resto del mondo molto meno furbo di voi, non succede così. Certo, ci sono gli schiavi cinesi,  i bambini che cuciono i palloni  ma qui siamo in Europa caro direttore. Si “faccia imparare” quali sono le regole in un paese civile e quando “si è imparato abbastanza” mi chiami e chissà forse le risponderò pure.

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8 pensieri su “prospettive e proposte

  1. Sottoscrivo pienamente la tua reazione anche se come al solito mi “vergogno” un po’ della mia fortunata condizione di titolare di contratto di lavoro a tempo indeterminato (almeno fino alla fine del prossimo anno, poi, si vedrà).

    Del resto non credo sia neppure colpa diretta del tuo nanissimo capo e neppure del suo predecessore, sono sicuro che esiste una mente romana fervida di fantasia e d’immaginazione che ha stabilito: da oggi in poi non si rinnovano i cococo è si trasformano in liberi professionisti; scommetto che gli hanno persino preparato la traccia del discorsetto da fare per vendere ai “neopromossi” nel migliore dei modi la nuova bellissima “opportunità” che veniva presentata loro… (dubito che infatti ci arrivi da solo).

    L’ignoranza e la cialtrtroneria misogina invece son tutte sue.

    Solidarietà (a te, ovviamente, mica a lui)

    —Alex

  2. sono emozionata dalle tue parole, perchè non sono la regola, ma una vera eccezione. C’è così poco da scegliere, che ci si piega per forza.
    Sono così ma COSI’ contenta che invece tu possa, che ti auguro di non lasciar trapelare manco una parola finchè davvero non parte l’ultimo stipendio!!!! Perchè hai ragione, potrebbe capitare di tutto…tutelati per quanto riguarda l’eventuale tfr. Non so nemmeno se (tristezza!) i co.co.pro ne hanno diritto e se lo maturano.

  3. valeaparigi

    Dire che faccio il tifo per te è scontato. E l’effetto sorpresa avrà nel baaccone il suono di una bomba. Scontato, dunque, anche che aspetto tra un mesetto un dettagliato resoconto della sua faccia quando lo informi che te ne vai per altri e migliori lidi. 1 abbraccione!

  4. dancin' fool

    mamma mia francesca. ti capisco e ti appoggio in pieno.
    proprio oggi è lun, proprio oggi torno da una giornata a contatto con l’ambientaccio del mio ufficio dove sì… siam “fortunati”, con contratti e tuttto… ma le donne valgono zero e son guardate solo come fattrici di figli e/o curve, dove gente (entrata lì anni fa) guadagna stipendi altissimi e non fa niente e oltretutto, ora cerca con ogni mezzo di impedire di lavorare a quelli arrivati dopo (vedi me) con mezzi a dir poco… vergognosi.
    solidarietà.

    che Paese.

    e se leggo di come funziona il lavoro nei paesi più civili sto ancora peggio… perché il coraggio di andarsene c’è, ma non sempre si può farlo da un giorno all’altro.
    ufff.

  5. @tutti: ammetto di sentirmi privilegiata per poterlo mandare a quel paese con leggerezza d’animo; d’altronde che lavoro su una exit strategy è molto ma molto tempo. Con fatica, costanza, seguendo il mio istinto che mi dice di fare quello che voglio davvero fare e non piegarmi al ricatto della necessità. Fatiche che forse stanno per essere ripagate ma che comunque comprendono studio, competenze, gavetta, fine settimana inesistenti e altro ancora.
    Io ho deciso di non andarmene perché sono tra quella minoranza di persone che pensa che si possa ancora cambiare questo paese. Ma per cambiarlo bisogna anche prendersi la responsabilità delle proprie scelte e andare dritti verso il nostro obiettivo, a testa alta, senza farsi condizionare dalla negatività degli altri.
    Zion non ho il TFR , non ho diritti di nessun tipo ma appunto perché non ho niente da perdere posso mandare a fanculo diversi personaggi. 🙂

  6. Stx

    Ovvia.. aspettiamo trepidanti il post, con l’epitaffio per il grande Nanager pubblico.
    Imboccallupo invece ad Ondalungs, che finalmente alza i tacchi e se ne va verso nuove avventure.. meglio di un fumetto.

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