Le richieste inaudite del cococo

Lavorare in Italia è uno spasso. E’ divertente brancolare nell’illegalità coscientemente, vagare per i corridoi con dei fogli in mano che di volta in volta aumentano ma che non bastano comunque mai.
Non per dire ma nel Baraccone noi cococo dobbiamo fare richiesta di stipendio entro il 12 di ogni mese (questo per lo stipendio del mese in corso, quindi lo richiediamo in anticipo).
Tale richiesta si concretizza in 4 fogli che devono essere firmati da 4 persone.
Che tu devi inseguire.
Ma poi, alla fine, siccome delle 4 persone nessuna lavora, tu all’ennesimo rifiuto di firma, con battutine idiote incorporate, rispondi veramente sollevata che non aspettavi altro che questo per andartene finalmente a casa. E loro firmano. Perché altrimenti chi lavora?
Però la top ten delle idiozie stamani è stata raggiunta dall’omino dell’amministrazione.
In pratica negli ultimi 2 mesi ho fatto 3 missioni per lavoro, nei dintorni, e ho fatto 3 richieste di rimborso spese (treno+panino) che non supera nel totale 30 euro.
Cifre enormi, vero?
Soprattutto per il Baraccone.
L’amministrazione quindi mi dice che non possono rimborsarmi perché il finanziamento del mio progetto non riesce a coprire anche le spese.
E cioè 30 euro.
Ora, Ondalunga è un donnino scassacazzi ma scassacazzamente furbo. Caso vuole che pochi giorni prima, mentre cercava sull’archivio protocolli alcuni diversi documenti, fosse stata colpita dalle richieste ( accettate e firmate) di rimborso spesa di dirigenti e funzionari.
E se ne era memorizzata alcuni, uno dei quali particolarmente succoso:
497 euro per una giornata a Roma con oggetto: spese di rappresentanza.
Nel momento in cui si è sentita dire che doveva stare attenta a non fare spese inutili e che i 30 euro sarebbero stati decurtati dallo stipendio, Ondalunga ha sorriso e ha mostrato una lettera indirizzata a un quotidiano nazionale dove l’intera faccenda veniva raccontata con nomi e cognomi e indirizzo.
L’omino per ora è scomparso e Ondalunga attende pazientemente o una feroce ritorsione o la richiesta di rimborso firmata.
Ha la sensazione che arriverà la richiesta, e anche velocemente.
Come lei stessa ha sottolineato all’omino pallido e affranto, in tempi come questi non c’è nulla di meglio per la stampa e la pubblica opinione di sapere come vengono spesi i soldi del contribuente.
Voi che ne dite?

P.S. Per la cronaca: nel mio contratto sono previsti i rimborsi spesa per le missioni di lavoro per un totale di 200 euro (che è una cifra ridicola ma che basta per le spese di trasporto a livello regionale) e quindi non avevo chiesto null’altro se non ciò che mi spetta per legge.

P.P.S.S.: se fossi stata un dirigente molliccio e repellente e avessi chiesto 350 euro per rimborso spesa massaggio rilassante probabilmente non mi avrebbero fatto storie.

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4 pensieri su “Le richieste inaudite del cococo

  1. Sono con te al cento per cento! Se di scassacazzi come te ce ne fossero di più, probabilmente le cose andrebbero molto meglio…invece di solito la gente, comprensibilmente stanca di combattere per tutto, sbagliando lascia correre e subisce piccole e grandi ingiustizie.

    1. ondalunga

      Sarebbe ora che decidessimo TUTTI di procedere con una class action contro lo Stato per questi contratti vergognosi. Fare una class action contro il proprio datore è inutile, una generale sarebbe sicuramente visibile!

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