Le conseguenze della caduta del muro

Quando la sera del 9 novembre 1989 assistetti, assieme a mio fratello, alla diretta della caduta del muro di Berlino avevo abbastanza presente quali sarebbero state le conseguenze politiche di quei pezzi di cemento abbattuti e di quelle scassatissime Trabant che oltrepassavano la frontiera, ma assai poco presente le immediate conseguenze che tale caduta avrebbe avuto sulla mia vita.

Ora, io a 19 anni non ero una molto politicamente attiva. Se non si conta lo sviscerato europeismo che già pervadeva il mio spirito, le divisioni ideologiche tra destra e sinistra mi facevano sbadigliare, così come mi facevano dormire i saggi di Marcuse che mi rifilava mio padre. Alle mie prime elezioni votai i verdi e mi diedi invece molto da fare per il referendum sulle elezioni del Parlamento Europeo. Fine dell’impegno politico.

Le conseguenze della caduta di quel muro furono appunto la corsa al processo di integrazione europeo.

Questo nel lungo periodo.

Nel breve, ossia esattamente 6 mesi dopo, la portata di quell’evento mi si mostrò in tutta la sua grandezza e potenza.

E bellezza.

Perché era davvero carino.

E casualmente veniva da una minuscola cittadina dell’est della Germania, nei pressi di Jena, venerata da me poiché fucina di grandiose idee.

Grazie a quella caduta,  il biondino dai grandi occhi azzurri era riuscito a fare il suo primo viaggio in Europa Occidentale per la precisione “Italien Toskana” e a ritrovarsi sotto una luna gigantesca a sbaciucchiarsi e a promettersi eterno amore.

Così io scoprii che nella DDR non c’erano solo mitologiche ginnaste, spie e cetrioli ma anche ragazzi come me che non vedevano l’ora di girare il mondo ed erano stufi dei campi militari estivi.

Lui scoprì quello che in realtà già sapeva, ovvero che il mondo occidentale era molto più divertente, più ricco e che era estremamente interessante riuscire a spiegare il concetto di libertà a chi questo concetto ce lo aveva da sempre sotto gli occhi tanto alla fine da non notarlo più.

Che cosa romantica, pensavo io, cadono le frontiere e i cuori si uniscono.

E giù bacini.

Che cosa incredibile, pensava lui, è la prima volta che metto piede fuori dalla Germania e mi trovo la ragazza.

E ancora bacini.

E’ finita come doveva finire.

E cioè che gli eventi politici hanno preso il sopravvento: entrambi dopo la maturità ci siamo iscritti all’università, lui a Jena (e ridagli) e dopo mesi di lettere, fughe e baci e lacrime, decise ( lui) che era giunto il momento di girare un mondo che ancora non conosceva, che l’Europa ci apriva grosse opportunità e che sì insomma non potevamo pensare a una storia duratura.

E quindi, nonostante i miei ripetuti soggiorni tedeschi, l’ho perso di vista, ma ieri mentre rivedevo le immagini di quella notte emozionante ho pensato che le conseguenze della Storia si ripercuotono in modo o nell’altro nella vita di tutti noi.

Qualcuno poi ha la fortuna di viverla da protagonista, come quei ragazzi sul muro, qualcuno da co-protagonista come i due adolescenti che abbracciati  si dicevano ridendo che “certo che se quegli stupidi e vecchi burocrati non si fossero dati una mossa io non ti avrei mai incontrato”.

Annunci

4 pensieri su “Le conseguenze della caduta del muro

  1. Daquialì

    Non vidi la diretta perchè chissadove impegnato, e nessuna biondina dai grandi occhi azzurri (e neanche piccoli e neri, in verità) fece il suo primo viaggio dalle mie parti. Le conseguenze non sono tutte uguali? 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...