Tormentoni estivi

Stavo pensando di stilare una classifica delle minchiate estive 2009.

Ne ho viste e sentite molte. La maggior parte in televisione ma qualche perla l’ho scovata in spiaggia e persino sui treni. Ma le minchiate 2009 fanno molta tristezza e non voglio deprimermi ancora più di quanto lo sia già a 36° all’ombra a lavorare in un baraccone deprimente di una città deprimente in senso letterale e metaforico nonostante il Sindaco ci dica che è arrivata la primavera. Macchè primavera: è piombato il solito agosto deserto con i forentini in esilio sulla costa e gli immigrati meno fortunati che cercano di sopravvivere sul 17 senza aria condizionata. Quelli più fortunati l’hanno capita e sono sulla costa pure loro.

Allora ho pensato che un’estate non è estate se non ha il suo tormentone. E quindi: quali sono i tormentoni 2009? Cosa ci ha allietato in questa ennesima estate sclerotica e bollente?

Io ho stilato una mia personalissima classifica.

  1. Il burqini. La vera novità. Cominciano a spuntare al mare tra tette di gomma, canotti marini e labiali, pance e tatuaggi. Si fanno largo in piscina tra lo stupore degli sportivi e delle boe di galleggiamento. Comunque se ne parli l’importante è che se ne parli, alla faccia della tanta sventolata modestia e discrezione che tale costume vorrebbe ricordare.
  2. Il tormentone Clooney. Lo scoop 2009 doveva essere  la sedicente coppia Clooney-Canalis, ma presto si è trasformato nel tormentone ” è gay o non è gay?” con buona pace di fanciulle, paparazzi e casalinghe innamorate. Soprattutto chissenefrega se è gay. E’ fico uguale.
  3. Il dialetto in tv e a scuola. Io opterei anche per i cartelli in spiaggia in dialetto. Immagino una spiaggia a Marina di Massa “an se pò sgiogare al palòn” “an se pò fare i bughi  ” ” an se pò portare gli animalo in te la rena” e niente sottotitoli per il resto dell’umanità.
  4. Il caldo. E’ il tormentone annuale. Cosa fare se fa caldo. Come se fossimo tutti svedesi in visita per la prima volta in Italia.  Sapete cosa bisogna non fare soprattutto? Non bisogna lavorare, ma fare come una volta semmai: starsene un mese a fare niente, mangiando cocomero e facendo lunghe pennichelle. Tanto nessuno lavora ad agosto. Nemmeno quelli che vanno in ferie a settembre.
  5. Il gelato. Quanti kg ne mangiamo, i gusti più nuovi, le gelaterie migliori. E basta. Tanto lo mangiamo anche in inverno.
  6. La dieta. Di inverno tremila servizi sull’anoressia, l’estate su come dimagrire.  Decidetevi. E comunque ci sono più ciccioni che anoressici in giro. Forse per via dei kg di gelato di cui sopra.
  7. Lo slow food. Ovvero il cibo. Appena dopo il servizio televisivo in cui si vede una povera donna sulla bilancia, si parte con quello della tavolata estiva. Ogni anno ci si concentra su un piatto, quest’anno è toccato al brodetto di San Benedetto del Tronto. Una vera agonia, ormai ho imparato a cucinarlo pure io.
  8. Le feste a villa Certosa. Tormentone perenne come il padrone di casa Certosa.
  9. La mancanza di un tormentone estivo. Insomma non c’è nessuna canzoncina che fra vent’anni ci ricorderà l’estate 2009. Un drammone.
  10. La Chiesa Cattolica. Mai come quest’estate ha tormentato le anime dei pagani con anatemi, predizioni e predicozzi. Sarà stata la coincidenza con l’uscita della pillola abortiva o chissà forse la visione di topless e burquini rende ancora più instabile l’equilibrio delle sottane vaticane.

Siete d’accordo? Ne aggiungereste altri?

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2 pensieri su “Tormentoni estivi

  1. Tutte le volte mi ritrovo a pensare se i cosiddetti “tormentoni estivi” servono a riempire i giornali che sennò in periodo estivo sarebbero vuoti oppure se servono a riempire i giornali e basta in modo che così non trovino posto le notizie veramente interessanti: che ne so, la ricostruzione bluff de l’Aquila, i terremotati che a 5 mesi dal terremoto sono ancora in condizioni pietose, l’inefficienza\inerzia del governo nell’affrontare la crisi economica e l’assenza di misure a supporto della “gente vera”, etc. etc…

    —Alex

  2. Da quì a lì

    Sono d’accordo su quasi tutti.
    Aggiungerei il superenalotto. Quando il montepremi è altissimo, vedi l’utlimo, tutti lì fare la fila per giocare, sistemini, sistemoni (anche da 40.000 euro), viaggi dall’estero, ecc… Quando, invece, è la prima estrazione dopo la vincita nulla, non se ne parla, pare che nessuno giochi. Come se 30-40 milioni fossero niente. Mah.

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