Il centro benessere

E’ un quesito che mi pongo spesso: perché delle donne ancora giovani, intelligenti, con un lavoro, indipendenti, magari colte e politicamente impegnate, oppure impiegate in lavori scientifici e altamente informatizzate, perché queste donne si fanno intortare dai centri estetici?

Perché entrano in un centro estetico per farsi una ceretta e ne escono liftate? Perché chiedono una manicure di base e finiscono per farsi un massaggio linfodrenante?

Le cose sono decisamente peggiorate da quando è diventata abitudine acquisire potenziali clienti tramite invito con buoni trattamento. Buoni che ti permettono di fare un mezzo trattamento a tua scelta per “conoscere” il centro estetico e “per vedere tramite un esame i problemi estetici che con il nostro aiuto  potrai risolvere”.

Innegabile il fatto che scroccare un trattamento benessere è sempre un piacere. Un trattamento rilassa, fa sentirsi più belle e  a costo zero. Quindi noialtre pulzelle mediamente stanti (ossia non benestanti ma comunque abbastanza stanti da potersi permettere senza indebitarsi una manicure) sogniamo un pomeriggio tutte per noi salvo poi le botte di lucidità mentale che illuminano sul fatto che, a parte la depilazione e forse la pedicure una volta all’anno, andare dall’estetista non è necessario e rimane uno di quei lussi che uno si concede facendosi divorare poi dai sensi di colpa.

Premesso ciò, ho accettato di buon grado l’invito di una amica per un trattamento viso in nuovo centro benessere sedicente zen, sapendo smaliziata che mi avrebbero attaccato un pippone sulle drammatiche condizioni della mia faccia, e quindi ero pronta a non cedere alle più sottili insinuazioni.

Appena entrata mi hanno portato a visitare il centro benessere, uno di quei posti dalle luci soffuse e candeline, il rumore di un ruscello termale giapponese di fondo, profumo di olii esenziali, pietre e sassi ovunque e  un esercito di estetiste vestite come dottori, in camice, con una voce flautata e bassissima “ per non disturbare i clienti in zona relax”.

L’estetista, una specie di terribile signorina Rottermaier travestita da maestra atayoga, mi fa qualche domanda a cui pudicamente rispondo negando, in effetti non sono mai stata in un centro benessere poiché alla fine ho sempre optato per metodi di rilassamento più divertenti e meno cari come nuotare, andare in bicicletta, mettere una maschera sulla faccia mentre guardo per la 45° volta Harry Potter. Ma forse è il caso che queste tecniche le tenga per me.

Perché, a quanto pare, dall’esame si evincono cose ancor peggiori: che la mia pelle è disidratata, che l’uso di occhialini da piscina mi ha rovinato la zona occhi, che la mia sconsiderata propensione a perdere tempo all’aria aperta con la Pastora Tedesca mi ha sensibilizzato la pelle, che l’impegno federalista mi ha creato nodi di stress sulle spalle, che il pendolarismo mi ha piegato la schiena. Insomma cosa risapute ma che in un centro benessere paiono delitti raccapriccianti.

Inoltre non fa piacere vedersi deformate da una lampada. Non fa piacere nemmeno acquisire la consapevolezza, che penetra strisciante nell’anima, che in fondo avresti davvero bisogno di un minimo trattamento di bellezza perché “anche se la natura ti ha dato la fortuna di avere una pelle senza rughe l’età avanza e bisogna cercare di mantenerla sana”.

E io che ero entrata pensando al mio imminente viaggetto mi ritrovo improvvisamente convinta di essere una cozza paurosa e che urge un trattamento base perché un giorno il Windsurfista potrebbe  svegliarsi con accanto Maga Magò.

Così al suggerimento di una pulizia con maschera agli alginati per riparare le zone più rovinate obbedisco zelante e corro alla cassa a ritirare il bigliettino dell’appuntamento. Mi dico che una volta nella vita una pulizia va fatta.  Che in effetti la mia pelle tira spesso nonostante spenda un vergognoso patrimonio in creme.Che sono una donna matura e devo riguardarmi. Che ancora una volta le maledette estetiste mi hanno ingannato, che se fossi più fiduciosa in me stessa avrei subito notato che la maestrina yogazen era orrenda e che se le pratiche che mi vuole rifilare su di lei non hanno effetto un motivo ci sarà.

Ma esco dal centro comunque contenta, la pelle più liscia e sicuramente con un senso di benessere di cui, da giorni, avevo bisogno. Vedremo poi il risultato finale. Speriamo solo che il Windsurfista non mi saluti con il suo: “ma com’è che voi donne vi lasciate sempre infinocchiare da queste cose?”.

Quasi quasi gli regalo un buono.

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2 pensieri su “Il centro benessere

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