Il dolce sapore della vendetta

Concedetemi un post di cattiveria pura.

Un post che per una volta faccia assaporare a qualcuno il gusto della vendetta. E nemmeno una vendetta cercata. Diciamo più una sorta di attesa in riva a un fiume e vedere finalmente il cadavere del nemico galleggiare. E non per colpa tua. Semmai sua.

Ecco, ieri me ne stavo tornando a casa dall’ufficio e in treno si è seduta davanti a me  ( senza vedermi) una tizia che lavora in un posto dove io, in passato, ho lavorato per alcuni mesi. 4 per la precisione, poi l’abbandono/fuga in concomitanza con la vincita di un bando della pubblica amministrazione.

La tizia non si è accorta di me, mentre io l’ho riconosciuta benissimo. E come dimenticarsi certe orribili facce?  Era un posto piccolo, un posto “creativo”, dove aspiranti “creativi” passavano le giornate insultandosi alle spalle a vicenda. Ma soprattutto mobbizzando stagisti e persone come me capitate lì per sbaglio.

Ebbene la tizia mesta mesta annunciava al telefono che avrebbe perso il lavoro, che l’azienda chiudeva e che se ne andavano tutti a casa.

Dunque facciamo i conti: sono passati 2 anni esatti da quando me ne sono andata salutando beffarda quella manica di analfabeti supponenti , il loro art director e quella pazza che dirigeva l’orchestra, e adesso il crollo, profetizzato dalla sottoscritta.

Bene. Allora esiste davvero un pò di giustizia.

Come dite? Dovrei avere pietà per i poveretti che rimangono disoccupati? Considerato che lavoravano all’incirca 3 stagisti gratuitamente e poi una ciurma di bucanieri, sinceramente di pena proprio non ne provo. I poveri stagisti erano vessati e oltretutto io avevo scoperto che si dovevano portare il pranzo quando invece i loro master davano all’azienda i contributi per i pasti ( capito quindi di che ciurma parlo?). Ora almeno sono liberi.E magari mangiano gratis a casa propria.

Gli altri non si meritano altro che la loro triste condizione. Spero che si facciano un minimo di esame di coscienza e si rendano conto che lavorare non significa darsi cariche e vessare dei neo-laureati. Non significa solo impastarsi la bocca con titoli inesistenti. Essere capo non dà il diritto di insultare le persone. Essere capi significa avere responsabilità.

La vostra è quello di un fallimento annunciato. Buona fortuna!

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8 pensieri su “Il dolce sapore della vendetta

  1. Non sono mai contento quando qualcuno perde il lavoro, sia che sia un “buon” che un “cattivo”.

    Quello che è certo però è che dal tuo racconto emerge una capacità gestionale e serietà professionale pari a zero quindi, come giustamente hai detto è una chiusura annunciata.
    Una specie di selezione naturale oserei dire…

    —Alex

  2. Da quì a lì

    Mac ome hanno fatto a resistere per ben due anni e non hanno chiuso prima? Dispiace solo per gli stagisti (e per gli “sfruttati” in genere, e ci sarebbe da aprire un’intero capitolo…)

  3. @ADBlues: oltre al fatto che la capacità gestionale fosse nulla, le persone erano proprio cattive. Ma cattive dentro. Niente a che vedere con la competizione. Certi personaggi inquinano i posti di lavoro. Se mi mettessi a raccontare quello che ho visto, che mi è stato fatto oltretutto….

  4. stx

    .. è una situazione piuttosto ‘tipica’ in questo paese. Ne hai viste altre e temo che presto un’altra ditta nella quale hai lavorato percorrerà un sentiero simile.
    Allora forse non ti farà piacere vedere passare il cadavere del nemico.

  5. @stx: qui non si trattava di una gestione fatale e basta. Qui la cattiveria era ordinaria e generalizzata. Nel mio post non mi riferivo infatti ai disastri aziendali italiani ma a questo caso tipico. Non mi piace vedere quello che succede nell’azienda a cui ti riferisci anche perchè lì lavoravo bene e con gente perbene.
    Qui ho visto persone finire all’ospedale con esaurimenti nervosi e quanto a me, solo perchè avevo un background lavorativo solido e una solida stima di me dovuta alle mie attività extralavorative, non ho avuto postumi se non un’orticaria in testa e l’acuirsi della mia gastrite.
    Il fatto che come ben sai io odiassi la “TRIADE” non mi ha mai spinto ad augurarmi che l’azienda chiudesse!!! Ci sono cose terribili anche in questo baraccone dove lavoro ma oltre agli sperperi e all’inettitudine e indolenza di molti, ci sono progetti validi e persone altrettanto valide.
    Ripeto il post si riferiva a un unico caso maledetto.

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