Pensierini di primavera

Le rondini sono arrivate.

Ieri pomeriggio erano a banchettare con i nugoli di zanzare intorno al torrente. La giornata era ventosa e loro si divertivano parecchio.

Erano tante, il che mi fa pensare che, malgrado il grigiume di oggi, la primavera sia davvero arrivata.

Ci sono altri segnali : il profumo nell’aria, le api che ronzano sul mio balcone, il sole che scalda e gli alberi in fiore.

Se non fosse per la natura che ci segnala succosi cambiamenti in arrivo, immagino che la nostra vita sarebbe alquanto triste. Un’unica linea piatta che a volte sembra una spirale perché ti senti risucchiato, ma in realtà è una linea piatta di doveri precostituiti, di cui francamente ci importa un’emerita mazza. Tipo il lavoro. Che se non fosse perché ci dobbiamo vivere, è inutile che ci incantino con la balle della realizzazione personale: io appena cominciano le belle giornate sarei sempre in giro con la mia bici, altro che ufficio!

Mi realizzo personalmente più sulla mountain bike, lo ammetto.

Con la primavera si avvicina a balzelloni il secondo appuntamento comandato: la Pasqua. Più si avvicina la data , più aumentano i tediosi appelli delle rispettive famiglie affinché la si passi “tutti-insieme-appassionatamente”. Attorno a un tavolo, perché non riesco a trovare un altro modo per passare un’intera giornata con dei pensionati che ti elencano le loro disgrazie, come per esempio la pensione inadeguata ( trovo che fare un discorso del genere a una figlia cocopro che non avrà MAI una pensione sia vergognoso), agli acciacchi (questo mentre si sta sbranando la quinta fetta di colomba tutto burro con il quarto bicchierino di grappa), alla crisi finanziaria (ma sono in pensione!!!!),  alle ladronerie degli statali ( questo è tipico della famiglia di lui “che dimentica sempre” che io sono una povera citrulla statale precaria), ma soprattutto lamentandosi delle nostre poco frequenti visite.

Sì, perché il sogno di ogni coppia è quella di passare il fine settimana con dei pensionati e in coda sulla fi-pi-li. Aspettiamo trepidanti il venerdì sera per questo.

Capirete poi il disorientamento nostro, che per anni ci siamo sentiti dire la famosa frase “questa casa non è un albergo”, oppure “ ma quando te ne vai “ ( alle fanciulle è riservata anche la litania del “ma quando ti sposi?” evoluto poi nel più moderno e disperato “ma quando lo fai un bambino?”), sentirsi adesso rimproverati perché viviamo per conto nostro.

A volte penso che la cultura italiana della famiglia contenga in sé dei germi malati.

Ad ogni modo la primavera avanza a grandi passi e ci vuole molto più che un babbo polemico per mettere il Windsurfista di cattivo umore. Ogni mattina esce e annusa il vento per capire se è il momento di caricare le tavole, salutare la sua bella e fuggire via, il vento fra le mani. Per ora nisba ma resistiamo, anche se la lavatrice sta ricominciando a fare le bizze e il cielo purtroppo non sta promettendo niente di buono.

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2 pensieri su “Pensierini di primavera

  1. Da quì a lì

    Pensierini validi in ogni stagione, al di là delle condizioni metereologiche. Però è certo, meglio la primavera! La famiglia ritengo sia invece una roccaforte nella quale rifugiarsi ogni singolo giorno.

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