Finalmente sci

Giornata di sole, caldo e tanta neve.

Queste le previsioni di venerdì, cosicché io e il Windsurfista prepariamo scarponi, tavola e sci e decidiamo di andare a sciare sul vicino Appennino.

Svegliata all’alba, io vago come una sonnambula  indossando la mia mise sciistica praticamente immutata dal 1985, se non per i guanti e una  giacca a vento ereditata da una sorella che una volta possedeva un fidanzato fashion, il quale aveva l’abitudine di fare regali costosi come tute da sci all’ultimo grido.

Il Windsurfista si rende invece drammaticamente conto di non avere maglioni adatti e finisce che parte con la solita divisa da ingenerino sotto una grintosissima tuta da snowboard. Diffidare quindi per principio da fantomatici rockettari sovversivi che si lanciano sullo snowboard: spesso sono dei nerds travestiti.

In macchina panini e snack di vario tipo per eventuali cali zuccherini.

Alle 9 e mezzo le piste risplendono bianche e lisce e noi ci buttiamo felici, incuranti del fatto che abbiamo dimenticato snack e acqua in auto. Dopo 3 ore di instancabili discese e risalite ci accorgiamo del danno e siamo costretti a piegarci all’inevitabile panino da 10 euro. Comunque a me viene un’idea brillante: un panino e un’acqua in 2 e due tavolettine mini di cioccolata. Massimo rendimento per una minima spesa. Con questo carburante sciamo fino alla chiusura degli impianti, sfatando il mito che vorrebbe il corpo dello sciatore riempito di polenta e cinghiale.

Un mito che evidentemente il nostro amico F. considera un fondamento della scienza della nutrizione.

Il suo gruppo con molta calma raggiunge le piste alle 11 e 30, appena arrivato si chiude nella baita a pranzare e poi si dedica a un paio di flemmatiche discese.

Sulla seggiovia F., tutto giulivo, ci dice che dopo così tanto movimento non vede l’ora di tornarsene a casa a bere del buon vino. Inutile spiegargli che avrà consumato 35 calorie e che al limite il sudore a cui fa riferimento è causato dalle temperature primaverili e dal suo equipaggiamento antartico.

Io e il Widsurfista non abbiamo il coraggio di raccontargli da quante ore stiamo facendo movimento. E soprattutto del pranzo frugale.

L’Appennino era frequentato ma non affollato e fino al pomeriggio si poteva sciare in tranquillità, anche in piste solitarie godendoci il silenzio della montagna rotto solo dal soffice rumore della neve che si sfaldava sotto gli sci. Una neve che da anni non vedevo. Una neve perfetta. Poi il pomeriggio era già rovinata, ma a quel punto eravamo così stanchi che si scendeva per inerzia cercando di evitare incidenti con qualche razzo supermissile.

Abbiamo lasciato F. e il suo gruppo che si godevano il tramonto alla baita, noi abbiamo risalito gli impianti per tornare alla base, al solito di corsa e con il rischio di rimanere a piedi e spersi nel bosco. Una volta in macchina abbiamo divorato tutto quello che c’era e poi siamo tornati a casa stanchi ma così stanchi che non mi capacitavo della cosa fino a che non ho avuto l’intuizione della vita: io ho ancora i ritmi dei miei 20 anni ma non ho più 20 anni. Che abbia alfine ragione F.?

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2 pensieri su “Finalmente sci

  1. Da qui a lì

    Se per F. va bene così perchè nò? Io invece sono d’accordo con te, avrei passato lo stesso tipo di giornata. In più avrei soltanto portato un thermos di tè bollente.

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