Sabati

Sabato sera.

Io e una mia amica abbiamo deciso di uscire dalla tana per una volta e tornare in qualche locale, così giusto per evitare quello che l’amica definisce “invecchiamento precoce”.

Già perché da quando il Windsurfista è negli States faccio passare lentamente i giorni tra l’ufficio e la casa, dove per casa si intende film di Audry Hepburn, torte e pani  fatte in casa  (che poi regalo perché da sola non riesco a mangiare tutto), impegno saltuario con il movimento, ore passate a scribacchiare schifezze sul pc, letture deprimenti (i fenomeni editoriali dell’anno) e meno deprimenti ma non certo allegre (il solito Dostoevskji). Vita sociale solo su facebook, casomai incontri e chiacchierate con le mie migliori amiche.

L’amica che sta invecchiando precocemente in ufficio e sul divano di casa con una coinquilina straziante mi ha chiesto alla fine se si riusciva ad organizzare qualcosa. Qualcosa in mezzo ad altri esseri umani che però non fosse l’isolamento del cinema.

Quindi abbiamo optato per il sabato in Versilia.

I miei amici autoctoni contentissimi per la presenza dell’amica che miete successi maschili e contentissimi perché anche io finalmente metto il naso fuori senza il guinzaglio del Windsurfista.

Naturalmente mi annoio da morire.

I locali sono gli stessi, peggio anzi. Nemmeno più l’originalità di un balletto. No, corpi pigiati con un bicchiere in mano o rattrappiti per l’umidità fuori nella strada con lo stesso bicchiere che si riempie una, due, quattro volte e una sigaretta fra le dita.

Nel mio bicchiere c’è solo la coca cola. Sto cercando di digerire un piatto di gnocchetti cicale e scampi un po’ troppo pannosi per i miei gusti. L’amica ha una birra.

I sedicenti amici mi prendono in giro. Che noia, la coca cola, sei un vecchia , sei triste, ma come esci e non prendi un drink. Io mi schermisco timidamente, sai, problemi di salute, ho un apparato gastrico di cristallo con venature preoccupanti. Ma che dici, fino a 4 anni fa ti ubriacavi spaventosamente.

Sicuri che fossi io?

Certo, ti ho fatto passeggiare mentre svomitazzavi sulle aiuole del Forte.

Sì ma guarda era quella volta che avevo avuto una congestione.

Vedi che ho ragione a dire che sei una vecchia?

E pazienza.

Piuttosto è ancora in America a trombarsi le texane il tuo uomo?

Mi incupisco.

Chi ti dice che sia a trombare.

E’ solo, negli states, figuriamoci se non tromba.

Cioè fammi capire, se uno va fuori per lavoro deve scoparsi per forza qualcuna?

Certo, fanno tutti così. Ma voi donne fate uguale. (Sottolinea con enfasi per rimarcare le pari opportunità)

Veramente io sono qui che lo aspetto.

Sei scema, potresti approfittarne.

Ma approfittare di cosa?

Che sei sola e andare con un altro.

E perché?

Come perché?

Sì, perché? Se a me piace lui, desidero lui, penso solo a lui, perché dovrei andare a letto con un altro?

………….

…………

Perchè ti senti sola e così ti fai consolare….

Magari da te.

Eh magari.

Sapete cosa mi ricordate? Mi ricordate gli avvoltoi che nel deserto volteggiano in attesa  di una carogna. Mi ricordate che la maggior parte della gente è squallida, dentro, e talmente triste da non riuscire a credere che esistano ancora persone che si desiderano a tal punto da non sentire nemmeno la distanza che li separa. Invece siete qua, e non vi basta incontrare eserciti di donne sole o in cerca di una botta di vita. No, voi avete talmente paura della felicità degli altri da inserire a forza il tarlo della malafede e della gelosia approfittando delle situazioni difficili.

Mi sento trasgressiva, dico all’amica, sono qua e vorrei essere a casa a leggermi un libro o a sbaciucchiarmi con il mio Windsurfista. L’amica è concorde, dice che forse la prossima volta è meglio andare in una SPA.

Forse.

Intanto Kate Perry dalle casse ci annuncia che la prossima frontiera è l’avventura lesbo. Io e l’amica per ora ci accontentiamo di sognare io il mio Windsurfista, lei il solito buon vecchio Principe Azzurro.

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5 pensieri su “Sabati

  1. dancin' fool

    caspita francesca. che aggiungere. hai descritto perfettamente la situazione.
    pensa chi non ha ancora il suo “windsurfista” e deve (sforzarsi, come te) di veleggiare in quel tipo di mare… brrr.
    spesso non ce la si fa comunque. e casa e libro sono una tentazione troppo forte. sempre. anche senza windsurfista.
    sob.

  2. Da quì a lì

    Fa parte il mare di questo mondo, a nulla serve saper nuotare.

    Amici (uomini) veri non farebbero discorsi così squallidi e senza il minimo rispetto.

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