l’amore ai tempi di skype

Pronto , pronto mi senti?

Ti sento e tu mi senti?

Sì ma ti sento male

Ma mi senti?

Due minuti di assestamento e io e il Windsurfista riusciamo a far funzionare Skype.

Se non funziona è perché io mi sono dimenticata di mettere il microfono oppure ho agganciato male le cuffie.

Lui scalpita.

Infine.

Come va?

Mi sento solo

E allora pirla torna a casa, ma cosa stai a fare in mezzo a quei mandriani maleducati che in 8 mesi di permanenza lì non ti hanno neppure una volta invitato a bere una birra.

Li difende, il Windsurfista.

Cerca sempre di trovare il buono in tutti, nella sua azienda, nei texani, in questo governo.

Ma cosa c’entra se sono sposati. Cosa vuol dire. Mi vuoi forse dire che se finivi in mezzo a dei fanatici di “Toga!Toga!” ti saresti divertito?

Ma no, ma che dici, lo sai che non mi piacciono le feste.

E vorrei ben dire se qui non riesco neppure a trascinarti alle cene aziendali (tue oltretutto).

La conversazione prende già una brutta piega.

Allora il windsurfista la butta sulla salute. Che a causa dei ripetuti viaggi in aereo non è proprio il massimo. Passata la prima pietà torno all’attacco.

Ma ti hanno curato quei deficienti?

Ma sì, credo, non so.

( Ricordo molto bene l’ultima volta che ti hanno curato il mal di schiena: ti hanno imbottito di antidolorifici e ti hanno mandato una fattura di 80 dollari perché la tua assicurazione non aveva coperto le spese mediche totali, che consistettero in : Una radiografia, una rapida visitina, le ricette delle medicine)

Ormai però non mi fanno più pena nemmeno le sue disavventure mediche.

Il mio umore oscilla tra quello di una Penelope paziente e una Scarlett  O’Hara abbastanza isterica. Tanto è questa la storia: un incrocio tra l’Odissea e Via col Vento.

Cosa hai fatto ieri sera?

Sono uscita con la V.

Cosa avete fatto? Sono geloso!

Fai bene, il mondo è pieno di proci.

Il Windsurfista si agita.

Sei cattiva con me.

No, sono solo stanca di annaffiare le piante, di dormire sola, di gestire una casa da sola, di cenare con la tv accesa per non deprimermi, di vivere in quel sobborgo maledetto.

Ma pensa alle opportunità che hai avuto. Ti sei girata un po’ gli States, ti ricordi che bello eh? Noi a surfare, eh ti ricordi?

Scarlett si commuove.

Partono i messaggini amorosi sulla chat.

Poi dei rumori bizzarri.

Ma che succede? Costa stai facendo?

‘angio  -crunch crunch- i corn flakes….

CLIC

pronto? pronto? Amore? – Crunch – dove sei finita? Ma mi senti?

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4 pensieri su “l’amore ai tempi di skype

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