Weekend con il pargolo

Questo finesettimana è stato molto istruttivo. Ho passato un tipico we “genitori con figli (piccoli)”, uno di quei deliziosi fine settimana soleggiati che in genere scorrono lenti tra un brunch, una corsa nel parco e una girata per il centro la sera con magari una capatina a qualche festa o spettacolo particolarmente allettante.

Solo che qui le cose erano leggermente diverse.

Ad esempio, ho visto che lo shopping per una mamma è ben altra cosa rispetto allo shopping di una donna senza figli. Innanzitutto si parte in 4 (mamma, papi e i 2 pargoli), ci si infila in uno di quei tremendi centri commerciali di periferia dove dentro ci sono tutti i negozi insieme “così si fa prima”. E già quel così-si-fa-prima stride vistosamente con l’essenza dello shopping del sabato pomeriggio, che per antonomasia è lento, lungo, estenuante e meraviglioso.  Ma con i bimbi non si può stare troppo in giro per negozi, quindi ci si infila nel primonegozio, diciamo per un 15-20 minuti,durante i quali la mia velocissima amica-mamma riesce ad agguantare 4 maglie per lei e 2 magliette per la pargoletta. Io nel frattempo sono riuscita soltanto a scegliere e tastare con mano un cardigan di lana. Siamo fuori e lei mi fa: non hai trovato nulla? Che dire, cercavo di tenere una pargola, di conversare con il suo marito-babbo annoiato che teneva l’altro pargolo, cercavo di non essere calpestata da una folla di altre mamme con pargoli e mariti (annoiati) dietro.Uscite di lì, con un colpo di mano l’amica-mamma sbologna i pargoli al marito e scappiamo a cercarle un paio di scarpe. Scarpe che devono essere da mamma: comode, resistenti e naturalmente abbastanza belle.

Ora io divido le scarpe in due sole categorie: quelle per lo sport-tempo libero  e le SCARPE, belle, voluttuose, sexy, fetish,insomma SCARPE DA DONNA. Che, scopro, non hanno niente a che vedere con le scarpe da mamma. Le scarpe da mamma cercano di essere belle, ma i risultati sono desolanti. Non sono abbastanza sportive da reggere una corsa nella mota o un’arrampicata sulle Apuane, ma non sono abbastanza eleganti o modaiole per una serata o per l’ufficio o semplicemente per sentirsi fiche.

Dentro infatti ci sono mamme, donne incinte e bambini. Tutti a decantare la comodità della monomarca. E dammele anche scomode, penso io, mentre guardo poco convinta una roba che mi ricorda le scarpe ortopediche di mio fratello quando era piccino.

Alla fine la mia amica-mamma è soddisfatta. Per un attimo si ferma davanti allo scaffale delle SCARPE DA DONNA e sospira che appena avrà l’occasione di partecipare a un matrimonio se ne comprerà un paio. Quale il matrimonio, chiedo io, il tuo secondo? No scema, risponde, il tuo, vediamo di darci una mossa. E se mi sposo in estate?

Dopo esattamente 2 ore si riporta tutta la famiglia a casa. Un bambino fa i capricci. Io sono stanca e non ho comperato niente. Non ho visto niente. Ho solo voglia di un tè. Tè  che viene preparato e preso in dieci minuti mentre si prepara la cena alla pargola. La serata si conclude con un’esaltante tisana e finalmente la possibilità di parlare tra amiche.

Il mattino dopo si riprepara la truppa e la si riporta fuori. Naturalmente ci siamo alzati tutti abbastanza presto, e ho davvero poco tempo per ciondolare in pigiama per casa. Infatti ci aspetta la lettura di alcune favole organizzata in un parco cittadini.

“Questa è veramente una cosa carina” mi spiega l’amica-mamma, mentre assistiamo allo spttacolo in mezzo ad altri bambini e genitori.

Sono l’unica non-mamma  del posto. Infatti mi addormento dopo 20 secondi di favola.

Ora, amica mia, ti ricordi che cosa era veramente carino ? Perchè mi vuoi convincere che il mio we parigino sarebbe stato meno interessante delle favole al parco? Menti sapendo di mentire?

E’un mondo meraviglioso quello dei pargoletti, ma finchè non ci sei dentro fino al collo non riesci ad apprezzarlo. Quindi grazie, ma per ora ti spupazzo i pargoli per due giorni, poi tornerò alla mia triste vita solitaria, nel mio triste e ordinato nido vuoto, alle mie scomodissime scarpe.

Il parco e le favole per ora possono attendere.

Annunci

11 pensieri su “Weekend con il pargolo

  1. dancin' fool

    io al momento le ho un po’ perse di vista le mie amiche mamme… mi sono davvero stancata di correre io dietro a loro, e dire una frase ogni quarto d’ora di discorsi-capricci-corse-interruzioni dei piccoli. che per noi non c’era manco il momento serale post tisana per chiacchierare…
    (e una mia amica, da quando si è sposata… cinque anni fa, non l’ho MAI più vista senza marito e figlio al seguito. MAI).

    possono aspettare, sì.
    (mi chiedo anch’io come sia possibile che noi dobbiamo capire e adeguarci a loro e MAI viceversa. mistero dei misteri)

  2. vorrebbero adeguarsi, secondo me, ma è difficile. I figli assorbono tutto il tuo tempo. Ecco perchè bisogna davvero essere convinti altrimenti si rischia di diventare frustrati e di scassare le amiche che se ne vanno a giro per il mondo….

  3. ecco un aliena come me (non offenderti ti pregoooo ) … per mia madre io sono un’aliena perchè non ho figli, perchè al momento non ci tengo e anzi , non riesco a frequentare tutte quelle mie ex compagne di classe che ne hanno almeno due e che non parlano di niente altro . Capisco che un figlio o più di uno assorba tempo, forze e spirito alla mamma, ma davvero è così profondo, perchè la mente non riesce a introdurre un informazione , essa sia anche di cronaca, per discuterla con qualcun altro senza metterci pannolini, rigurgitini o dormitine ?

  4. dancin' fool

    … il discorso sì è complicato. io i figli li vorrei (anche ora, se potessi) e probabilmente tornerei a sedermi sulle panchine al giardino con loro a chiacchierare di asili e dispetti. però quel che mi è difficile capire (anche perchè so che ci sono donne con figli che ci sono “riuscite”) è come facciano a pretendere che sia sempre tu a muoverti per raggiungerle (e poi vedono benissimo che non si riescono a dire neppure due parole di fila) e stare sempre coi loro figli anzichè fare un po’ per uno.
    ma loro… non hanno mai voglia di andare a bersi una birra con un’amica? un film? due ore, un’ora e mezza tra adulti? una volta la mese?
    so che ci sono donne che lo desiderano e ci riescono. e io spero sarò una di quelle, non so. ma è per questo che ora mi sto un po’ rifiutando di farmi cento km per andare a sentire parlare solo di pappette e allergie (con la mia amica che ha un figlio unico che si annoia e ogni dieci minuti è lì a chiederle “mamma, mi rincorri?” e lei parte di corsa. e io lì, scema, ad aspettare seduta sul divano).

    ma ovvio che se queste cose le dici a loro… passi per quella che non capisce.

    ehhhh già.

  5. Allora, premettendo che non ho figli mi pare che il termine della questione sia un po’ diverso.

    Non è il problema se “gli va o meno di stare con le amiche e lontano dai figli per un po’” oppure “perchè debbo sempre io andare da loro e mai viceversa”.

    La questione è se una persona riesce o meno a vivere la propria vita anche al di fuori dei figli.

    Magari verrò tacciato anche io di non capire ma ho amici che riescono ad uscire senza figli ed altri che invece, pur potendo affidarli alle mani sicure dell’altro genitore o dei nonni (perchè questo è importante) non ci pensano nemmeno.

    Questo può accadere sia perchè c’è un certo condizionamento culturale che addita come “genitori snaturati” quelli che non dedicano il 100% del proprio tempo ai figli sia perchè effettivamente quando si ha un figlio si perde un po’ la testa e specialmente per i primi tempi ci sembra che non possa sopravvivere senza di noi.

    C’è anche da tenere in considerazione un ultimo fattore: al giorno d’oggi i figli di genitori che lavorano entrambi durante la settimana vedono pochissimo i loro genitori che vanno al lavoro la mattina presto e spesso tornano che i bimbi sono già a letto; capisco benissimo quei genitori che vogliono passare il fine settimana con i figli piuttosto che per i cavoli loro.

    —Alex

  6. dancin' fool

    consapevole che il discorso magari stia prendendo una piega diversa dal post….

    ad es. l’amica di cui parlavo è “casalinga!!!” (anzi, da poco ha ricominciato a lavorare qualche ora al giorno perchè si è resa conto che fare la casalinga “costava” un po’. ma cmq lo è stata fino a un paio di mesi fa – per anni).

    condivido il discorso di adblues e… aggiungerei pure le donne (perchè in genere di donne si tratta) che fanno dei figli la loro unica ragione d’esistenza (commettendo un errore madornale, per se stesse e per i figli in secondo luogo) perchè è più “facile” focalizzare forse l’attenzione su loro per giustificare e non vedere magari molti altri aspetti della propria vita che non vanno (magari pure il marito, il fatto di essersi sposate troppo giovani per paura di stare da sola e mille mille altri problemi).

    e dall’alto della mia somma saggezza… (spero non partano i pomodori)

    arrivederci!! (io sto da sola e ho un cane. potrei essere tacciata di zitellaggine acuta, magari)

  7. Una volta che ce li hai, i figli, è giusto passarci del tempo. Più che altro io sono sospettosa nei confronti di quelle donne che sostengono che la loro vita sia cambiata in meglio con i bambini.
    Da fuori sinceramente non è così.
    Preferisco l’onestà di mia sorella che con il bimbo si diverte ma ammette che le mancano tante cose, la prima della quale è la propria libertà.
    Libertà di tutto. A partirte da una cosa scema come l’estetista fino almandare a quel paese il proprio uomo.
    Ecco perchè a chi mi dice”forza, è ora, vuoi farlo da vecchia”, io rispondo che forse è meglio davvero farlo da “vecchia” (mio Dio, come se a 40 anni una donna ora fosse vecchia…Halle Berry non sarebbe d’accordo temo…), un pò più saggia, magari più sicura di sè stesse come donne e come persone.
    Che il rischio delle mamme è quello di rimanere dentro il termine MAMMA e non uscirne più!

  8. dancin' fool

    non so se è sembrato così ma io non intendevo che coi figli non sia giusto passarci del tempo. il mio era un discorso sulle dinamiche che a volte si instaurano tra amiche sposate con figli e quelle ancora senza.

    ma boh. forse per me non è il momento di parlare di ste cose.

    🙂

  9. valeriascrive

    io credo che con i figli degli altri mi annoierei terribilmente, ma con i miei sarei sempre piena di entusiasmo.
    e’ come quando hai un cane, lo porti fuori molto presto la mattina e non ti pesa, gli altri che ti guardano pensano che sei un matto.
    dipende dai punti di vista.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...