La prova

Da quando io e mia sorella abbiamo cominciato a portare i fidanzati in casa ( più o meno importanti e più o meno fidanzati), mio padre ha iniziato la sua personale battaglia contro ognuno di loro. Una sottilissima guerriglia fatta di prove di virilità a tradimento, atte a valutare il valore di costoro.

Una di queste prove è il “caricamento dell’auto prima delle vacanze”

Ogni estate era la stessa storia. Quello che doveva essere un momento di cazzeggio totale si trasformava in un’agonia fatta di cavi giusti e sbagliati, di tende e canotti che avrebbero potuto essere stipati a casaccio e invece dovevano perfettamente essere incastrati in modo da formare un carico bilanciato. Dopo un paio di campeggi ho deciso di smettere, non tanto per conservare la salute mentale dei fidanzati ma più che altro la mia. Non ne potevo più di vedere mio padre che girava intorno all’auto con un metro in mano.

Altra prova di virilità in uso è quella dell’alcool. Per mio padre, più uno regge l’alcool, più è uomo e degno quindi di accompagnare le figlie. In pratica ho sempre pensato che sarebbe stato felice di vedermi con un alcolista. E ditemi poi una come fa a rimanere sana di mente. Mia sorella ha sempre trovato gente che con un bicchiere di vino crollava, contrariamente a lei, mentre io che bevo poco a causa dei miei malanni, ho sempre avuto vicino bevitori resistenti. Tutti moderati per carità. E su questo, lui, il patriarca, giocava di baro. Tentava di farli bere fino all’impossibile.

Finché un bel giorno, per ripicca, gli portai in casa un marcantonio olandese di circa 2 metri, che si buttava giù 10 birre e 4 whisky lisci senza avere nessuna reazione. E’stata dura , lo ammetto. Vedere il barbaro e il mediterraneo guerreggiare a colpi di gallonero e grappa mi fece impressione. A nulla valse appellarmi a mia madre. Quella deficiente continuava a dire: e falli divertire. Io avevo paura di vedere prima mio padre accasciarsi al suolo e, dopo, l’olandese completamente ubriaco portarlo al più vicino ospedale.

Inutile dire che sia finita anche con lui ( per quanto si sia rimasti buoni amici e lui ancora mi chieda quando può tornare a fare una bevuta con il babbo).

Invecchiando il babbino è peggiorato.

Il Windsurfista quindi ha subito avuto vita dura, durissima.

Innanzitutto è un pisano, che in Toscana può essere anche un insulto, un informatico (mio padre non capisce niente di informatica quindi per lui il lavoro che fa è una cazzata), pratica uno sport di mare che non può essere praticato nel mare di casa nostra (sfregio supremo), non si interessa di politica né tanto meno è comunista, parla poco (e per un logorroico come l’adorato papi questo può risultare fastidioso) ma soprattutto non parla mai di sé. E in una famiglia di ficcanaso come la mia questo è addirittura abominevole.

Il Windsurfista è quindi sempre in prova.

L’ultima è stata la bicicletta.

Io e il Windsurfsta, quelle rare volte che torniamo dai miei, andiamo in spiaggia in bicicletta, e il servizievole babbo prepara ogni volta due biciclette perfettamente in ordine.

Per l’appunto stavolta, mentre ci stavamo avviando, al Windsurfista saltano le marce e parte la catena.

Il dramma.

-Torniamo ad aggiustarla- suggerisco – Mio padre non è in casa. Magari non se ne accorge-

Il Windsurfista è pallido e non per via del fuso orario ( è appena tornato dagli States) ma perché sa che il momento della prova di virilità è arrivato.

Io l’aiuto cercando la cassetta degli attrezzi, lui fa il resto e naturalmente riesce ad aggiustarla.

Quella doppiogiochista di mia madre fa finta di niente ma intanto controlla.

Quando arriva mio padre noi stiamo bevendo un litro di acqua fredda per riprenderci dalla fifa. Vediamo che comunque il babbo gira attorno la bicicletta e la controlla accuratamente. Non trovando niente se ne va a fumare. Io ridacchio e dico all’amato-Stavolta lo abbiamo fregato- Ma lui non risponde. Ha paura. Teme una vendetta serale. Infatti la sera a cena vedo il suo bicchiere continuamente riempito e poi svuotato. Il babbo lo sta provocando con l’alcool, lui subisce. Il babbo gli sta raccontando per l’ennesima volta qualche aneddoto e lui stoicamente ascolta.

Il Windsurfista è perfettamente sobrio quando saluta tutti e va a dormire ma puzza di vino come un vecchio ubriacone.

Gli dico che deve ribellarsi , che è ora di finirla con queste stupidaggini. Che ha la mia approvazione se mi prende e mi porta via da quella gabbia di matti, ma lui, prima di crollare definitivamente nel sonno dei giusti, biascica che è l’unico modo di scroccare dei fine settimana al mare all inclusive.

E’ così quindi. Tutto questo, alla fine, non per dimostrare che è più che degno di prendersi la figlia ma semplicemente di villeggiare gratuitamente dal vecchio patriarca incallito. La prossima volta nascondo la cassetta degli attrezzi, ve lo dico io.

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3 pensieri su “La prova

  1. dancin' fool

    :)) francesca, adoro queste storie!
    il bagagliaio della macchina caricato col gioco all’incastro e il metro sotto l’ascella… mon dieu. presenterei i miei genitori castellani al tuo babbo (però noi poi scappiamo, eh).
    mio padre che ha fatto due figlie e non si è mai ripreso dal colpo di non avere figli maschi… i pochi fidanzati che ha conosciuto di persona (quando ero giovane e riuscivo ancora a portarli a casa) li adorava, come se fossero figli suoi (tipo che fa un lavoro per cui viaggia spesso all’estero e li riempiva di regali – loro – perchè a noi non sapeva bene “cosa comprare”).
    il fatto è che ce l’ho io l’allergia a portarli a casa (quando li ho 😉 i fidanzati.
    mmm.

  2. valeriascrive

    mio padre ha accolto strazioman come un figlio, per fortuna.
    piuttosto il windsurfista pare essere un pendolare….states/italy una volta a settimana?

  3. @valeriascrive: States/Italy una volta ogni 3…il poveretto ormai non soffre nemmeno più di jetlag. Io invece sì, eccome.

    @dancin’fool: a mio padre non è bastato il suo ( di figlio maschio)…..

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