Calamità estive

Il ritorno in patria ha visto l’amato Windsurfsta impegnato su due fronti: la ricerca del vento e la sua battaglia personale contro l’oziorrinco. Queste due calamità si sono abbattute su di lui rendendogli l’estate assai difficoltosa.

Via col vento,please

 Mentre la sottoscritta lo aspettava in ciabatte infradito  firmate e cappello di paglia retrò, lui si recava in garage e tirava fuori le sue due amanti con tutta l’attrezzatura al seguito.

La sottoscritta ritirava le ciabattine griffate e indossava un paio di sandali con suola carrarmato e, cancellando il disappunto dal suo faccino, preparava la borsa per il campeggio.

Lui passava le sue ultime ore prima del crollo da fuso, masticando parolacce sul web meteo e farneticando sulla scomparsa dell’anticiclone delle Azzorre, causa a quanto pare della quasi assenza del vento termicone di Talamone (amena località che attrae solo windsurfisti, new age romani e ambientalisti francesi/nordeuropei).

La sottoscritta preparava quindi la borsa del campeggio che prevede shampoo biodegradabile al 100%, solari e dopo sole multifunzionali, tuta per dormire, un cambio nella speranza di una passeggiata serale, 5 tipi di salviettine differenti e spazzolino. Lui naturalmente prevede di portare solo l’attrezzatura del windsurf più uno spazzolino da denti.

La mattina il Windsurfista è un sonnambulo agitato e con enorme stupore trova una fila di 4 ore lungo la strada che collega Siena a Grosseto. A quel punto attacca la tiritera delle strade americane e di questo paese di cazzoni ma la sottoscritta è già intenta a darsi la crema protezione 20 e quindi lo ignora completamente. Anzi, si augura che tutta Firenze sia andata in Maremma così impara a non portarla in Versilia la prossima volta. Poi si pente perché appena arrivata si butta in un mare bellissimo. Il Windsurfista passa una piacevole giornata sebbene il vento vada e venga e l’anticiclone delle Azzorre sia in effetti ormai fottuto. La sera i due, dopo la doccia fai da te, se ne vanno a cenare in un agriturismo graziosissimo e satolli di tagliatelle al sugo di lepre tornano alla spiaggia per montare la tenda.

A quel punto il Windsurfista mi confessa di essersi dimenticato in cortile i sacchi a pelo e i cuscini. Io non mi arrabbio nemmeno.

Io preparo sempre delle borse piene di roba e dentro ho tuta, felpe e calzettoni nell’evenienza che l’era glaciale si abbatta sul Mediterraneo in modo improvviso e repentino. Lui, con al seguito solo un paio di mutande, comincia a preoccuparsi. E fa bene. La notte sarà umidissima, le mie ossa scricchiolano e lo vedo rannicchiato come uno scoiattolo in letargo.

Il Windsurfista il giorno dopo è triste perché non c’è vento e così evito di rinfacciargli i miei reumatismi.  A fine giornata scopre di essersi bruciato rimanendo sotto l’ombrellone e non capisce perché io non lo sia.  Inutile spiegargli che il sole filtra attraverso l’ombrellone e che se fa il bagno senza protezione si brucerà sempre e comunque. Io con la mia mania per i prodottini  non corro rischi.

Lo sterminatore di oziorrinchi

 Una volta tornati a casa e riposte tavole e speranza, il Windsurfista si dedica alla sua personalissima battaglia con l’odiato oziorrinco. Che non è uno zio poco sveglio ma un insettaccio che predilige le foglie tenerelle dell’alloro, nella fattispecie l’alloro del Windsurfista.

Non mi soffermo sulla piega ossessiva che ha preso questa faccenda, basti pensare che dagli States mi arrivavano links  di giardinaggio, suppliche e infine minacce affinché mi adoperassi nell’eliminazione di questo insetto. Abbastanza ignorante in materia ho infine passato la palla a mia madre, la quale pare abbia trovato la giusta soluzione.

Ad ogni modo tutte le notti, furtivo, sul terrazzo, un Windsurfista in mutande scrollava una ad una le foglie dell’alloro e uccideva le bestiacce con freddezza e determinazione. Io, mollemente adagiata sul letto a leggere un libro, osservavo la scena dalla finestra aperta chiedendomi se amarlo per il suo coraggio e la sua costanza o darmi alla fuga. Alla fine ha prevalso la pietà. Mia madre ha consegnato al Windsurfista delle pasticche mortali da infilare nella terra. In effetti ieri sera dalle foglie non è caduto nemmeno un oziorrinco. Che siano davvero tutti morti? Per essere sicuro, ieri sera il Windsurfista mi ha tenuto una lezione di 20 minuti su come stanare gli oziorrinchi più riottosi. Ma non credo avrò mai il coraggio di ucciderli uno ad uno. Ammetto che sono più portata ad usare altre armi. Intanto pare che l’alloro sia salvo.

 

Il Windsurfista è  partito di nuovo per gli States e io sto sperando che l’estate non porti altre calamità. Non le reggerebbe, ne sono convita.

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6 pensieri su “Calamità estive

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