La biblioteca infinita

Il paradosso della mia esistenza è che da circa 15 anni, in media ogni 3 anni, cambio casa. La media dei tre anni è stata calcolata in base ai diversi tipi di traslochi avvenuti nel tempo, ossia da quando sciaguratamente decisi di fare la studentessa fuori sede e innescando così un processo diabolico che non trova fine.Questo ha significato portarsi appresso la propria casa come un paguro si trascina la propria conchiglia. Carini i paguri sulla sabbia e beati loro che hanno una conchiglia, in genere vuota , e all’apparenza poco pesante.

Il paradosso non sta nello spostarsi ma nel possedere qualcosa che rappresenta esattamente il contrario dello spostarsi: una biblioteca.

Una vera biblioteca, non 3 libriccini regalati dalla zia a Natale. Una biblioteca con i libri divisi per genere, in modo meticoloso, così da aver sempre a portata di mano il volume che stai cercando. Sì, perché io faccio parte di quella categoria di persone che legge un libro , o una frase , un capitolo, un brano, del libro a seconda delle necessità e del momento. E quindi ho bisogno di una biblioteca.

La mia possiede principalmente 4 settori: saggistica, narrativa, arte e i fumetti.

I fumetti per fortuna non sono molti e sono per lo più volumi di raccolte. La colpa è dei miei genitori che hanno sempre incoraggiato la lettura dei fumetti. Una vera fortuna, diranno alcuni, una passione che poi diventa un boomerang. La mamma collezionava Tex e Topolino, passione suddivisa equamente tra me –Topolino- e mio fratello-Tex-.Inutile dire che negli scatoloni di famiglia i fumetti della Marvel e il vecchissimo Corriere dei Piccoli fanno la loro bella figura (io da piccola adoravo Spiderman e i Fantastici Quattro).

Torniamo ai libri. Il comparto narrativa è stato diviso per lingua, cioè letteratura anglosassone, spagnola, francese, italiana, tedesca, russa e ora ahimè anche sudafricana, israeliana , araba ecc. Dico ahimè perché ovviamente aumentando le lingue aumenta il numero dei libri; inutile aggiungere che ogni comparto è anche in ordine cronologico. Sezione di poesia, piccola in verità, e poi la saggistica, data la mia passione per la politica e la storia. Una marea di saggi. Se fossero davvero entrati tutti nella mia testa sarei una saggia anche io. Poi l’arte, i cataloghi dei musei, come il malloppo del MOMA portato dal mio Windsurfista di ritorno da New York, regalo stupendo, mica le solite collanine!

Questa biblioteca polverosa, toccasana per la mia asma allergica, ha sempre troneggiato nelle mie camerette e mi chiedo quando mai potrà godersi gli onori a lei dovuti, in un qualche soggiorno ampio e luminoso.Adesso invece deve tristemente essere imballata e riportata laddove tutto è iniziato, ossia la mansarda della mia casa natale, volgarmente detta casa dei miei. – Quando ti porterai via definitivamente la tua roba?- mi chiede il papi, che ormai è stufo di fare traslochi ma allo stesso tempo non vuole lasciare campo libero al suo rivale, cioè il Windsurfista. – Papino – rispondo dolcemente- quando mi regalerai una casina magari più grande di quella che ho -. La cosa naturalmente finisce qui. E ci si ritrova a tirare giù i libri e la polvere.

Mentre imballiamo la narrativa, mia madre ride:- Che c’è?- le chiedo. -Eh- risponde lei – mi fa ridere la casualità degli eventi- – In che senso?- Mi fa vedere 2 volumi che si sono trovati insieme : Il diario di Anna Frank e Non Buttiamoci giù di Nick Hornby.

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4 pensieri su “La biblioteca infinita

  1. io ho una marea di libri e ormai non riesco più a tenerli in ordine, il massimo cui posso aspirare è una suddivisione per case editrici…il mio sogno è una casa con una stanza solo per i libri..ma dubito ormai di poterlo realizzare!!!

  2. Sono ordinata solo con i libri. Oddio, da un pò di anni vivo in case così minuscole che se non si tiene un minimo di ordine non è possibile muoversi….
    Anche io vorrei una casa con una stanza dedicata solo per i libri, ma temo sia impossibile da realizzare, per il motivo di cui sopra!!!

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