Lunedì ordinario

Ore 7.40: stazione di Sobborghino-a-25km-dalla-città.

Temperatura locale: 5 gradi, inspiegabilmente sempre più bassa che in città.

Pendolari in attesa.

L’annuncio che il treno dopo il mio, esattamente 5 minuti dopo il mio, mi causa un certo timore: in genere i ritardi hanno sempre delle conseguenze. Nel caso dei treni sono ex tunc, ossia hanno un impatto retroattivo.

La prima conseguenza è che sono saliti sul treno quelli che aspettavano il treno dopo.

Una conseguenza retroattiva, ma il capotreno mi ha giurato che era solo una coincidenza, è che il treno è maledettamente pieno a causa della chiusura inspiegabile di ben 3 carrozze. E’ anche spaventosamente pieno perchè sono saliti i pendolari del treno precedente, in ritardo di 45 minuti. Conseguenza in questo caso in senso letterale.

I pendolari, vergognosamente stipati in ogni singolo cm quadrato del treno, nei migliori dei casi fanno ironia tutti assieme, nel peggiore abbaiano con lunghi latrati lamentosi contro le ferrovie dello stato, i politici, questo paese dimmmmm; nei casi più disperati (ma dubito che siano pendolari) continuano a fare su e giù tra i corpi cercando un posto e arrabbiandosi perchè 50 persone si divertono a stare spiaccicate una contro l’altra, così, perchè è bello odorarsi l’alito mattutino fresco di dentifricio (e a volte no).

Dopo 5 minuti di viaggio, impossibilitata a levarmi cappotto, sciarpa, guanti e cappello comincio a sudare. Sono tutti nelle mie stesse condizioni. La sfida ad arrivare fragranti al lavoro è ardua.

Giunti infine alla Stazione Centrale, il treno ci espelle schifato e tutti i pendolari si dirigono alle fermate dei rispettivi bus pregando che ne passi uno.

Il mio arriva dopo 25 minuti.

Ora, 25 minuti per un autobus del centro è veramente tanto. Una linea ad alta frequentazione capite, 25 minuti per aspettarlo nell’orario di punta è davvero troppo anche per la più fervida immaginazione.

Alta frequentazione significa che dovrebbe passare ogni 3 minuti a causa dell’alto numero di utenti, quindi nel momento in cui arriva è talmente pieno che le porte aprendosi sparano persone all’esterno. Nessuno può salire. L’ineffabile autista se ne va, lasciandoci visibilemte provati, sul marciapiede. Dopo altri 10 minuti finalmente ne arriva uno, dignitosamente pieno. Salgo e noto che ho messo un’ora e dieci per fare un totale di 28 km!! Spettacolo!

Ne passano altri 20 per farne circa 3, imbottigliati in un traffico isterico.

I lavoratori adesso sono nervosi.

Mi domando se quel bambaccione del nostro ministro dell’economia non abbia mai pensato che l’economia del nostro paese è rallentata a causa della lentezza a cui siamo costretti.

Oggi è lunedì.

Ordinaria amministrazione.

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