Il Mistero delle Taglie Scomparse

Brancolo ne buio da tre anni a questa parte. Il mio girovagare per le strade affollate del centro tra scintillanti vetrine che ammiccano con i loro pretenziosi prodotti, non mi sta portando a niente. Ho come il presentimento che sia in atto una congiura contro determinate fattispecie di persone per eliminarle, estinguerle, fare in modo che spariscano dalla vista delle cosiddette persone “normali”.

C’è una guerra contro le taglie piccole.

C’è una guerra contro i piedini di Cenerentola, le manine piccine, i vitini di vespettina, i toracini da bambolina.

Orbene, dovendo partire per una fresca capitale del nord Europa, non in vacanza ma per lavoro, decido di cercare un paio di scarpe decenti che non siano sneakers o stivalazzi tacco 12. E inizia il dramma. Provo un centinaio di 35 e 36 di tutte le marche e della foggia in voga, di tutti i prezzi, low cost e scandaloso-cost, ma niente. Un pezzo di scarpa rimane inesorabilemte vuoto.

Sono sbigottita. Sono alta un metro e cinquantatrè dall’età di 18 anni e mai ho avuto il problema delle scarpe. Ma sì, certo, un piede lungo e magro,  lungo appunto, un 36 abbondante per la mia, anche se è difficile definirla così, altezza.

All’improvvviso invece il mio piede è rimpicciolito, lasciandomi in balia di tacchi da aggiustare, mode che passano e sandali 36 che testimoniano un passato glorioso.

Le commesse mi guardano maligne mentre mi provo decoltè con una  faccia da Cenerentola defraudata. ” Peccato-dice una ragazza dai capelli crespi, lunga e senza tette- potevano starti bene se solo avessi avuto i piedi più grandi”. Come dire: sei una mezza Hobbit.

Non demordo. Entro in un meraviglioso negozio che distribuisce le scarpe della mia marca preferita, ne acchiappo un paio avidamente, disposta a tutto, anche a un mutuo a tasso variabile. Mi chiede melliflua:” Ma che numero porti?” Mah, azzardo io, un trentasss…cinquesei? ”  “No perchè queste partono da un 36…e tu…” E io che? Zampa di canarino?Esco e vago vago ancora. La città del nord mi appare, visione tragica, sotto un vento autunnale e una pioggia fitta e gelida, mentre io arranco verso il meeting con un paio di modello Chanel assolutamente aperte dietro, che ingoiano i rivoli di acqua, con i miei piedi che si congelano raffreddandomi inesorabilmente.

Al calare delle tenebre, quando i negozi cominciano ad abbassare le serrande,  dolorante, stanca, arrabbiata e triste per la mia inadeguatezza a questo mondo immenso e altissimo, decido di cercarmi almeno un trench per ripararmi un pò dalla pioggia ed essere minimamente elegante.

Ho scoperto cose interessanti.

Per esempio che persino Benetton fa partire le taglie dalla 40.

Che i trench sono autunnali ma secondo i negozianti ormai non siamo più in autunno.

Che i trench vengono indossati “da persone grosse” Scusi, chiedo io alla commessa, forse non ho capito bene. La ragazzina mi guarda sorridendo pungente come uno spillo,”i trench li portano le signore alte, non quelle  come lei”. E quindi le persone basse cosa portano? I poncho? I giubbini da motociclista? Fatemi capire. Quelle come me cosa sono? Non sono signore? Continuo a non capire ma  adesso sono arrabbiata. Maledette commesse. Ma secondo voi Kylie Minogue ha tutti questi problemi? E Madonna?

Alla fine decido. Arriverò nella fresca capitale europea e lassù farò i miei acquisiti. In qualche franchising nordico, a prezzi modici, magari non saranno di qualità meravigliosa ma tanto so che lassù, in genere, conta più la sostanza della mole.

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